Alone Vol. 1

Alone non e' un progetto per Violoncello solista: sono una una dozzina di Violoncelli che prendono parte al gioco della composizione, cercandosi,  incastrandosi, plasmandosi tra di loro in cerca di una ideale forma che possa evocare nell'ascoltatore una suggestione felice, a tratti semplicemente serena, a volte malinconica, ma mai triste.

“Ho preso la musica che era nell’aria del mio vissuto, ho messo in musica le piccole e grandi cose che mi hanno emozionato”. 

 

Così Gianluca m’ha detto a proposito di “Alone”, e così ha fatto. Ha messo sé stesso e la sua “Alma”, in questo disco, ha aggiunto ai suoi “Baranta” altri anni sino a diventare l’uomo che è oggi, si è confrontato – come prova a fare ognuno di noi almeno una volta ogni tanto - con il suo doppio in “Twins”, ha sconfitto la mostruosa ”Hydra”  che, chissà, magari rovinava il sonno del piccolo Ricky quand’era più piccolo, ha portato dentro la propria “Sphera” emotiva chiunque abbia avuto la fortuna di incrociare con la sua musica, come è capitato a me; e direi con questo di evitare di essere pedissequo e giocare con tutti i titoli dei brani che compongono il suo disco.

Anche perché, potrei giurarci, nella testa dell’autore quei titoli muoveranno senz’altro verso altri significati.

Così ascoltatelo, non abbiate paura di confrontarvi con un musicista classico che è tutto tranne che vezzoso e snob, come a volte vuole lo stereotipo del musicista classico. Ascoltatelo, e sprofondate dentro le atmosfere da polar francese di Finally, in quelle più aeree e quasi celtiche di Hydra, in quelle più meditative e ambient di Paul, nel sogno di fragilità digitale di Vetra.

Cercate di capire dove siete, dove vi trovate, nella polarità continua tra il suono puro del violoncello e le sue infinite possibilità processate attraverso la loop station.

È sempre solo, Pischedda, dentro i suoi brani, eppure le possibilità del nostro tempo rendono quest’esperienza d’ascolto orchestrale, corale, plurima; non è difficile per questo trovare il proprio posto, in questo suo immaginario musicale che è fatto di visioni, spunti, atmosfere appartenenti a tutti i contemporanei. “Alone” è un disco che conquista ascolto dopo ascolto, brano dopo brano, emozione dopo emozione. Entrateci dentro da soli, cercateci dentro ciò che fa per voi.

Lo troverete.

Giacomo Casti

Non esiste un confine preciso sino a dove si può spingere il suono di un violoncello.

Da questo punto di vista, ‘Alone Vol.1’  rappresenta una sorta di prima stazione in cui ho voluto fissare tutto il mio mondo musicale; tutto quello che faccio non può prescindere dal passato, dalla formazione classica, dagli ascolti musicali e dalle  frequentazioni:

è professore d’orchestra presso il Teatro Lirico di Cagliari, attività che coniuga con la partecipazione a progetti musicali non di rado apparentemente distanti. Ha affiancato nomi eccellenti del panorama internazionale come Chick Corea, Pat Metheny, spaziando dalle sonorità della tradizione isolana al tango, al minimalismo, fino alla musica più sperimentale, i progetti per il cinema e il teatro.  Significative le collaborazioni con    Le Balentes, i Fortun de Sarau, i Karalis Bass Quartet, Battista Giordano, Julia Ensemble, Stefano Guzzetti Ensemble.

Un viaggio di poco più di mezz’ora inseguendo le note che attraversano anni di esperienza del compositore cagliaritano. Un momento di intimità che Pischedda si concede, scegliendo di stare ‘Alone’, nonostante il suo ruolo in orchestra e nonostante una delle sue stelle polari musicali sia sempre stata avere l’umiltà e la capacità di tenere la porta aperta a ogni musicista in grado di suscitare in lui suggestioni intriganti.    

Otto tracce originali ispirate e visionarie che hanno il gusto dell' immediatezza, la semplicità dei piccoli frammenti della quotidianità, dominate dai temi della memoria e degli affetti, che diventano occasioni in cui l’ascoltatore si riconosce e si perde, pervaso da un'incessante schiettezza armonica e melodica che si nutre della potenza evocativa del suono del Violoncello.